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Homelab #1 — I servizi che preferisco tenere a casa

Perché ospito in locale foto, documenti, password e librerie personali, e che cosa comporta farlo anche per famiglia e amici.

Molti dei servizi che uso ogni giorno girano nella mia homelab. Non lo faccio per eliminare il cloud a ogni costo: voglio sapere dove sono i miei dati, decidere come vengono conservati e non dipendere da un abbonamento per aprire le mie foto o i miei documenti.

La responsabilità, però, cambia quando un servizio non è più una prova personale. Alcune applicazioni vengono usate anche dalla mia famiglia e da amici. A quel punto aggiornamenti, accessi e backup devono essere comprensibili e affidabili, non soltanto interessanti da configurare.

Che cosa tengo in casa

Immich raccoglie foto e video. Vaultwarden gestisce le password. Paperless organizza i documenti, mentre Affine e le librerie di libri e contenuti multimediali coprono altri pezzi della vita quotidiana.

Non considero queste applicazioni una collezione di container. Ognuna conserva qualcosa che deve rimanere disponibile e recuperabile. Prima di aggiungerne una nuova cerco quindi di capire dove salva i dati, come si aggiorna e che cosa dovrei ripristinare se la macchina che la ospita smettesse di funzionare.

Un solo accesso, regole diverse

Quando i servizi aumentano, creare e revocare account uno per uno diventa fragile. Uso Authentik come punto centrale per l’autenticazione dove le applicazioni lo permettono. Questo mi aiuta a gestire gli accessi in modo coerente, senza dare a tutti gli stessi permessi.

Centralizzare l’accesso non significa affidarsi a una sola password e sperare che vada tutto bene. Significa sapere chi può entrare, separare i ruoli e conservare una strada di recupero quando il servizio di autenticazione non è disponibile.

Il lavoro meno visibile

La parte più utile della homelab non è installare un’applicazione. È mantenerla: leggere i log, controllare lo spazio, aggiornare senza perdere dati e verificare che un backup possa essere ripristinato.

Seguo una strategia 3-2-1, con copie locali giornaliere e una copia settimanale fuori casa. Il numero di copie conta, ma la domanda decisiva resta un’altra: saprei ricostruire il servizio quando mi serve davvero?

Nei prossimi episodi entrerò nell’organizzazione dell’infrastruttura, nell’autenticazione e nel percorso completo di backup e ripristino. Senza trasformare la serie in un inventario di prodotti: mi interessa raccontare le decisioni che rendono questi servizi sostenibili nel tempo.