Sistema personale
Yarta
Assistente AI personale self-hosted costruito attorno a memoria posseduta, identità stabile, strumenti controllati e più interfacce sullo stesso cervello.
TypeScriptNext.jsPostgreSQLDrizzle ORMDockerTelegram
Interfacce pubbliche non disponibili
Yarta è il progetto con cui sto imparando l’AI engineering costruendo un sistema reale, non una sequenza di demo isolate.
Il problema
Una chat può rispondere bene e restare comunque estranea al lavoro quotidiano. Il contesto si spezza tra conversazioni, la memoria è opaca e collegare strumenti esterni senza confini chiari crea più rischio che utilità.
Sto costruendo Yarta come assistente personale single-owner: il cervello e la memoria restano su infrastruttura che controllo, mentre web, Telegram e CLI sono interfacce diverse verso lo stesso sistema.
Cosa esiste davvero
La prima versione ha introdotto memoria automatica con provenienza, una console per ispezionarla e correggerla, contesto separato per progetto, notifiche proattive e un flusso durevole di approvazione per le azioni con effetti esterni.
La v1 è stata realizzata in 16 giorni attraverso 9 fasi, 83 piani e 386 commit. Quel ritmo è anche uno dei motivi per cui documentazione, test e osservabilità sono diventati parte del prodotto invece che attività finali.
Dove sta andando
La seconda evoluzione rende l’architettura event-driven. Gli eventi diventano il sistema nervoso; un dream cycle consolida episodi, fatti e pattern; i progetti diventano entità di memoria; l’orchestrazione operativa arriva soltanto dopo controllo e osservabilità.
Il confine non cambia: Yarta può imparare automaticamente, ma le azioni esterne devono rispettare capability, policy e approvazioni. L’obiettivo non è costruire un agente onnipotente. È capire quanto può diventare utile un compagno digitale personale senza perdere proprietà, trasparenza e controllo.